Storia dei gioielli ai tempi dell’antica Mesopotamia

By | 28 Febbraio 2016

La Mesopotamia, fu definita la culla della civiltà umana perché fu uno dei primi posti al mondo dove si poté osservare un’autentica ascesa di tecnologia, religione. Il mondo aveva abbandonato la preistoria per affacciarsi in un’epoca più moderna. Con la diffusione della tecnologia e la diffusione di concetti quali “nobiltà e regalità”, il bisogno umano di esprimere il proprio status, potere o religione fiorì favorendo la nascita delle tradizioni legate ai gioielli. La cultura mesopotamica, incentrata nella zona del Tigri e dell’Eufrate, iniziò a cimentarsi nella creazione di gioielli veri e propri circa 4000 anni fa principalmente nelle città di Sumer e di Akkad.

A causa della loro immensa ricchezza, i popoli mesopotamici non riservavano l’uso dei gioielli solo a nobili, reggenti o leader religiosi come avveniva in Egitto. Tutta la popolazione faceva uso quotidianamente di oggetti decorativi e gioielli e tutti ne indossavano almeno uno. Gli oggetti più popolari erano le cavigliere, gli anelli, gli orecchini, le perline per capelli, ciondoli, amuleti, sigilli cilindrici e curiosi nastri per capelli a base di foglie sottili d’oro.

La produzione di gioielli non si limitò solo alle regioni centrali della Mesopotamia e si diffuse in tutti i territori del regno. Poiché le gemme necessarie non si trovavano facilmente in Mesopotamia, furono importate da Egitto,  Anatolia e Persia (l’attuale Iran ed Afganistan). Le pietre più adoperate erano l’electrum, diaspro, onice, lapislazzuli, sardonica ed agata. Le materie prime più rare come lapislazzuli, avorio, corniola e legni esotici, vennero importate anche da 1500 chilometri di distanza dall’India.

Sui gioielli prodotti venivano impressi, utilizzando tecniche di incisione, granulazione e filigrana, motivi riguardanti la natura quali foglie, ramoscelli, uva, coni e spirali. Uno degli oggetti decorativi più popolari fu il sigillo cilindrico a base di diaspro, serpentine, calcedonio o pietra ollare e veniva usato come sigillo per la spedizione di mercanzie.

La tradizione molto comune all’epoca di seppellire gli ornamenti insieme al corpo per la vita dopo la morte, ha consentito il rinvenimento di gioielli molto ben conservati.

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